Reperti di vario tipo

Pur avendo potuto identificare la natura di alcuni reperti ritrovati, il loro numero non è così elevato per dedicar loro una stanza del Museo.

Invece di altri possiamo sicuramente riconoscere una loro qualche funzione ed una datazione relativamente antica ma non ci è ancora chiara la loro identità. 

1. Ferramenta per arredamento

È possibile che qualcuno dei reperti sia appartenuto agli accampamenti militari della prima guerra mondiale ma il ritrovamento di altri oggetti dipende probabilmente dall’abitudine di disfarsi dei vecchi arredamenti facendo una pira nel campo: così si distruggevano i mobili rotti e si concimava il terreno con la cenere di legna.

2. Placchette e piastrine

Molti reperti che ritroviamo non hanno marchi o decorazioni che li possano rendere riconoscibili ma la loro forma, la lavorazione del perimetro oppure la presenza di fori o rivetti ci porta a pensare possa trattarsi di qualche sorta di placche o piastre che si sono staccate da macchinari od oggetti più grandi.

3. Contenitore Rofeina Montecatini

Tra i reperti trovati abbiamo rinvenuto molti contenitori anonimi, senza stampe o incisioni.

Questo però, seppur non in perfette condizioni, possiamo identificarlo: si tratta di un contenitore in alluminio risalente agli anni 1950-1960 della Rofeina (Cafiaspirina) prodotta dalla Montecatini su un brevetto spirato.

Esempio di riferimento

4. Elementi di meccanismi

Alcuni reperti trovati avevano sicuramente una funzione, probabilmente in strumenti o meccanismi, ma finora non siamo riusciti a scoprire la loro identità.

5. Lampada a cherosene

Le lampade a cherosene, con bulbo in vetro e supporto in metallo, erano una variante comune nell’Europa orientale del XIX secolo, particolarmente diffuse in regioni come Polonia, Ungheria, Russia e Balcani (spesso sotto l’influenza dell’Impero Austro-Ungarico o della Russia zarista).

Dalle nostre ricerche abbiamo la conferma che in occidente questo tipo di lampade non fossero usate.

Il reperto rinvenuto dovrebbe rimandare al passaggio che l’esercito imperiale austriaco fece nelle nostre campagne nell’autunno del 1796. La vastità dell’Impero austro-ungarico raggiungeva anche le popolazioni che oggi si trovano in territorio polacco o ucraino, zone di provenienza di questo tipo di manufatto.

Esempio di riferimento

6. Peso da telaio

Questo strano reperto dall’aria molto antica presenta una decorazione formata da fori irregolari e da una incisione con motivo geometrico.

Vista la presenza di un foro centrale riteniamo possa trattarsi di un peso, forse da telaio.

Alcuni antichi monili richiamano le forme e dimensioni del reperto ma sono realizzati in altri materiali, più leggeri del piombo.

7. Ditali

I reperti hanno forma classica e non presentano lavorazioni o decorazioni particolari quindi è difficile datarli.

Non siamo in grado neanche di stabilire se si tratta di oggetti appartenuti ai militari degli accampamenti o ai lavoratori dei terreni.

8. Occhielli

Ritrovati in aree dove durante la prima e la seconda guerra mondiale stanziarono le truppe di diversi eserciti, potrebbero essere di origine militare.

9. Campanello "bronzino" bicicletta

A distanza di più di un anno sono stati rinvenuti due reperti che, dopo averli confrontati assieme, si sono rivelati essere dei frammenti di un vecchio campanello da bicicletta detto bronzino, nomignolo ricavato dalla tipologia di materiale con cui veniva prodotto.

La mancanza di sigle o marchi non ci permette una completa identificazione, perciò non siamo in grado di stabilire se il campanello provenga dai reparti militari della prima guerra mondiale o da una bici appartenuta ai contadini che lavoravano i terreni dove è stato ritrovato.

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