Stati ed eserciti
Le praterie di Barcon sono sovente citate dai cronisti del passato che scrivono anche della mancanza di alberi ad alto fusto nel territorio.
Possiamo quindi dedurre che le nostre campagne fossero destinate per lo più a prato e se nei secoli sono state scelte dagli eserciti per le loro manovre, probabilmente non c’erano molte piantate ad interferire con le manovre dei soldati.
Un territorio pianeggiante privo di ostacoli e destinato alla coltura foraggera doveva rappresentare il terreno ideale per addestramenti ed accampamenti degli eserciti dei secoli passati.
1. La Lega di Cambrai
Allegoria della vittoria sulla Lega di Cambrai, Palma il Giovane. Palazzo Ducale, Venezia
La Lega di Cambrai (1508-1511) fu una coalizione militare contro la Repubblica di Venezia formata dalle maggiori potenze europee per mantenere un’egemonia su diversi territori della penisola italiana.
Ad essa aderirono: Massimiliano I d’Asburgo (Imperatore del Sacro Romano Impero), Luigi XII di Francia (Re di Francia, Duca d’Orléans), Ferdinando II d’Aragona (re di Napoli e re di Sicilia), papa Giulio II (sovrano dello Stato Ecclesiastico), Alfonso I d’Este (duca di Ferrara), Carlo II (duca di Savoia), Francesco II Gonzaga (marchese di Mantova) e Ladislao II (re d’Ungheria).
Dai documenti storici emerge che durante il passaggio delle truppe, a Barcon più della metà di stalle e i fienili furono bruciati, i campi devastati e buona parte delle preziose piantate è andata rovinata per la morte delle vigne e per l’abbattimento o il furto degli alberi.
2. La Repubblica di Venezia
Le cernide veneziane (1511-1797)
Le cernide erano milizie territoriali di rapida mobilitazione della Repubblica di Venezia.
Costituite da reparti di contadini, erano sottoposte a periodiche esercitazioni durante le quali dovevano dimostrare di essere in grado di compiere evoluzioni e cambi di formazione al rullo di tamburi. Dalla fine del XVI secolo le milizie reclutate ad est del Mincio almeno una volta all’anno si riunivano a Barcon per effettuare le manovre che potevano durare più giornate.
I chiodi rivelano la zona degli accampamenti?
Numerosi chiodi antichi, alcune palle di piombo da avancarica e qualche pezzo di ferramenta sono stati rinvenuti nel Settore Sud-Ovest – Caselle D11/12, E11/12.
Possiamo supporre che alcuni chiodi fossero appartenuti ad antichi attrezzi agricoli ma molti potrebbero rappresentare la traccia degli alloggi delle cernide. Inoltre la vicinanza alla seriola derivante dal Brentella avrebbe garantito l’accesso all’acqua ai numerosi soldati accampati.
Le monete trovate
Nei settori citati sono state rinvenute alcune monete della Repubblica di Venezia che possiamo datare dal XVI al XIX secolo, ciò potrebbe confermare l’ipotesi che qui stanziassero le milizie veneziane durante le loro annuali esercitazioni.
Altre monete ritrovate non furono battute dalla zecca della Serenissima ma le date di emissione coincidono con quelle delle monete veneziane e, se supponiamo che qui ci fossero gli accampamenti delle cernide, potrebbero essere appartenute a soldati di ventura al soldo di Venezia.
I settori di ritrovamento






Repubblica di Venezia
1511-1797

Legazione di Ferrara
1598-1796 (Stato Pontificio)

Ducato di Guastalla
1406-1621

Gubbio
1598-1796 (Stato Pontificio)

Ducato di Modena e Reggio
1452-1859
3. Gli eserciti francesi
La Prima Repubblica francese (1792-1804) ed il Regno d’Italia napoleonico (1805-1814)
Dal 1796 le truppe francesi si contrappongono a quelle austriache per il controllo del territorio veneziano facendo della Marca Trevigiana il loro teatro di guerra.
Nel febbraio del 1797 le truppe di stanza a Castelfranco richiedono ingenti quantità di fieno per la cavalleria ed eseguono delle razzie nei paesi vicini: a Barcon verranno prelevati dieci carri di fieno.
La Terza Repubblica francese (1870-1940)
Finora non abbiamo trovato documenti che attestano il passaggio di truppe transalpine tra il 1915 ed il 1918 ma abbiamo rinvenuto un bottone appartenente all’equipaggiamento militare francese utilizzato nel periodo della prima guerra mondiale.
Forse lo portarono i soldati inglesi che, provenienti dal fronte occidentale, fecero tappa a Barcon prima di raggiungere il Piave a Onigo.
Esempio di riferimento
I settori di ritrovamento



Regno d’Italia napoleonico
1796-1813

Terza Repubblica francese
1870-1940
4. L’Austria
L’Impero austriaco (1804-1867)
Dal 1796 i popolani di Barcon conoscono sopraffazioni e requisizioni per mano delle truppe francesi ed austriache, che avevano fatto della Marca Trevigiana il loro teatro di guerra.
Secondo alcune fonti giovedì 13 ottobre 1796 l’armata imperiale austriaca, forte di 8 generali ed almeno 50.000 uomini, fece tappa a Barcon prima di proseguire per Cittadella e Bassano e contrastare l’esercito napoleonico. Altre fonti riportano che il 3 novembre 1796 37.000 austriaci passarono il Piave per dirigersi verso ovest ed avviarsi allo scontro con l’armata napoleonica.
Quella notte Villa Pola venne occupata e adibita ad alloggio per generali e ufficiali mentre la truppa si accampò nelle praterie di Barcon.
Il frammento della lampada a cherosene
Le lampade a cherosene, con bulbo in vetro e supporto in metallo, erano una variante comune nell’Europa orientale del XIX secolo, particolarmente diffuse in regioni come Polonia, Ungheria, Russia e Balcani (spesso sotto l’influenza dell’Impero Austro-Ungarico o della Russia zarista).
Dalle nostre ricerche abbiamo la conferma che in occidente questo tipo di lampade non fossero usate.
Il reperto rinvenuto dovrebbe rimandare al passaggio che l’esercito imperiale austriaco fece nelle nostre campagne nell’autunno del 1796. La vastità dell’Impero austro-ungarico raggiungeva anche le popolazioni che oggi si trovano in territorio polacco o ucraino, zone di provenienza di questo tipo di manufatto.
Esempio di riferimento


Il Regno Lombardo-Veneto (1815-1866)
Il Regno Lombardo-Veneto fu istituito dall’Impero austriaco il 7 aprile 1815 nelle aree riunite della Lombardia e del Veneto (che includeva anche il Friuli), ottenute dopo il crollo del Regno d’Italia napoleonico e riconosciute all’Austria dalle decisioni del Congresso di Vienna.
Tra il 1848 ed il 1849, in pieno risorgimento, l’autorità austriaca decise che villa Pola e la sua Barchessa fossero le sedi adatte ad ospitare un ospedale militare ausiliario; nelle vicinanze fu individuato un terreno dove seppellire i soldati austriaci defunti.
Nel 1859 perse quasi tutta la Lombardia (a eccezione di Mantova e della riva sinistra del Mincio) quando questa venne annessa al Regno di Sardegna al termine della seconda guerra d’indipendenza italiana.
Il 12 luglio 1866, durante la Terza guerra di indipendenza italiana combattuta dal Regno d’Italia contro l’Impero austriaco, nel corso della ritirata verso il Friuli il 7° Corpo d’armata austriaco fece tappa a Barcon e Caselle.
Il Regno Lombardo-Veneto cessò di esistere definitivamente nel 1866 con l’annessione del Veneto, della provincia di Mantova e del Friuli al Regno d’Italia, sancita dal plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866, previsto dal Trattato di Vienna del 3 ottobre 1866.
L’Impero Austro-Ungarico
(1867-1919)
L’Impero austro-ungarico fu uno Stato dell’Europa centrale nato nel 1867 tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica con l’intenzione di riformare l’Impero austriaco.
Non abbiamo notizie del passaggio di truppe imperiali nel nostro territorio ma abbiamo rinvenuto dei frammenti di bossoli calibro 8×50 R utilizzati dal fucile Steyr-Mannlicher M1895 in dotazione all’esercito austro-ungarico.
I settori di ritrovamento




Impero austriaco
1796-1866

Regno Lombardo-Veneto
1815-1866

Impero austro-Ungarico
1867-1919
5. Il Regio esercito
Il Regno d’Italia (1861-1946)
Il Settore Sud-Ovest – Caselle D11/12, E11/12 ci ha restituito numerosi chiodi antichi che se consideriamo la vicinanza alla seriola derivante dal Brentella che avrebbe garantito l’accesso all’acqua, ci fa supporre che questi terreni fossero utilizzati per gli accampamenti militari.
Il ritrovamento di numerosi bossoli e proiettili utilizzati dal Regio Esercito, ci porta ad ipotizzare che qui fossero stati allestiti anche gli alloggiamenti per i soldati italiani durante la prima guerra mondiale.
La presenza militare durante la grande guerra
Il 23 febbraio 1917 si costituì a Barcon il 254° fanteria che assieme al 253° andrà a formare la Brigata Porto Maurizio assegnata alla 57ª divisione. Per più di un mese le truppe rimasero in attesa ed il 16 aprile iniziarono la marcia di trasferimento verso le zone di guerra nell’Altopiano di Asiago.
Il 7 maggio 1918 presso il cimitero di Barcon furono fucilati quattro soldati italiani che si rifiutarono di combattere perché non volevano andare contro le loro famiglie, oltre il fiume Piave.
Nella notte del 22 giugno 1918 vi fu un bombardamento che interessò tutta la zona fino alle tre del mattino, costringendo la gente a passare molte ore nelle trincee.
Nell’agosto 1918 la Barchessa di Villa Pola fu trasformata nell’ospedaletto da campo n. 165 e nella sede del Comando Militare della zona di Barcon.
Il 29 ottobre 2018, durante la marcia dalla zona di Thiene verso il Piave, la Brigata Catanzaro si portò nella zona di Barcon e Fossalunga ma al sopraggiungere dell’armistizio Badoglio doveva ancora raggiungere il fronte trovandosi dislocata ad ovest di Treviso, fra Levada e Sant’Ambrogio.
La Brigata meccanizzata Sassari
Il 12 ottobre 1918 la Brigata meccanizzata Sassari fece tappa a Barcon durante la marcia di trasferimento che dalla zona di Cittadella l’avrebbe portata verso il fronte nella zona di Maserada sul Piave.
Esempio di riferimento
Lo scudetto da braccio
Lo Scudetto divisionale da braccio, in uso nel Regio Esercito Italiano dalla metà degli anni 1930, veniva cucito sulla manica sinistra dell’uniforme ed indicava la divisione di appartenenza del soldato.
Realizzato in lamierino metallico dorato, aveva uno sfondo di colore blu con impresso numero e nome della divisione, al centro la raffigurazione di un gladio ed in alto delle fronde di quercia.
Ogni soldato ne riceveva due, con possibilità di tenerli con sé al momento del congedo.
Esempio di riferimento
I settori di ritrovamento

Regno d’Italia
1861-1946
6. Il Regno Unito
L’Esercito britannico, British Army (1917)
Tra la seconda metà di novembre e l’inizio di dicembre 1917 il 9° Battaglione del Reggimento York e Lancaster completò la marcia che da Cerese (MN) portò le truppe sul fronte del Piave vicino a Ciano del Montello (TV).
Dopo aver stazionato a Sontreia (?) dove completarono delle esercitazioni, il 2 dicembre 1917 marciarono per 8 miglia (13 km) alla volta degli alloggiamenti di Barcon, per poi proseguire verso il fronte di guerra.
I Bottoni General Service dell’Esercito britannico
Durante la Prima Guerra Mondiale i bottoni General Service furono componenti essenziali delle uniformi di servizio quotidiano (Service Dress) dell’esercito britannico, prodotti in massa per equipaggiare le migliaia di soldati.
Erano progettati per essere funzionali, resistenti e simbolici, riflettendo l’identità imperiale britannica.
I bottoni con 4 fori
Bottone da uniforme militare britannica del periodo vittoriano o edoardiano (fine XIX – inizio XX secolo) realizzato probabilmente peltro o zinco.
I bottoni con fori multipli (senza occhiello) diventano comuni dopo il 1850 per uniformi lavabili, quelli pre-1800 sono più rari e spesso hanno l’occhiello.
Fibbia maschera antigas
Il capitano Christopher Patrick John O’Kelly
La maschera antigas S.B.R. (Small Box Respirator) venne utilizzata dalle forze britanniche e imperiali sul fronte occidentale tra la fine del 1916 e l’inizio del 1917.
Nel 1918 fu assegnata anche al Regio Esercito italiano.

I Bottoni General Service dell’Esercito britannico
Durante la Prima Guerra Mondiale i bottoni General Service furono componenti essenziali delle uniformi di servizio quotidiano (Service Dress) dell’esercito britannico, prodotti in massa per equipaggiare le migliaia di soldati.
Erano progettati per essere funzionali, resistenti e simbolici, riflettendo l’identità imperiale britannica.
I bottoni con 4 fori
Bottone da uniforme militare britannica del periodo vittoriano o edoardiano (fine XIX – inizio XX secolo) realizzato probabilmente peltro o zinco.
I bottoni con fori multipli (senza occhiello) diventano comuni dopo il 1850 per uniformi lavabili, quelli pre-1800 sono più rari e spesso hanno l’occhiello.
Fibbia maschera antigas
Il capitano Christopher Patrick John O’Kelly
La maschera antigas S.B.R. (Small Box Respirator) venne utilizzata dalle forze britanniche e imperiali sul fronte occidentale tra la fine del 1916 e l’inizio del 1917.
Nel 1918 fu assegnata anche al Regio Esercito italiano.
I settori di ritrovamento

Regno Unito
1801-oggi
7. La Germania
La Wehrmacht (1943-1945)
Durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale le truppe di occupazione tedesca avevano invaso l’atrio e parte dei locali della Barchessa dove vennero installati dei forni per la produzione del pane: gli archi del grande portico furono chiusi con dei teloni ed il pane prodotto veniva caricato sui camion che partivano a tutte le ore per rifornire le truppe tedesche stanziate in Veneto e non solo.
Il reperto
Dalle nostre ricerche, ciò che più si avvicina al nostro reperto è la simbologia presente nei distintivi della Wehrmacht: si tratta di oggetti in tessuto mentre il frammento in nostro possesso è un lega metallica ma finora è l’unico riscontro che abbiamo.
Distintivo di soldato tedesco di prima classe durante la seconda guerra modiale
I settori di ritrovamento



Terzo Reich
1933-1945

Germania Ovest
1949-1990
