Reperti militari
Molti dei reperti rinvenuti non molto distante dall’antico brolo dei Pola, possiamo farli risalire all’attività dei reparti militari che nel corso dei secoli approfittarono delle vaste praterie che caratterizzavano il paesaggio di Barcon.
Alcuni dei bottoni trovati dovrebbero essere appartenuti alle truppe del 9° Battaglione del Reggimento York e Lancaster che, prima di raggiungere il fronte del Piave a Ciano, fece tappa nelle nostre campagne.
Straordinario è stato il ritrovamento in questo settore di uno stemma di elmetto da mitragliere perso il 12 ottobre 1918 da un fante del 151° reggimento della Brigata meccanizzata Sassari.
Durante la seconda guerra mondiale nelle campagne orientali erano state edificate le “baracche” del distaccamento della Marina Repubblicana ed è documentato uno scontro a fuoco tra i marinai ed i partigiani: è probabile che alcuni ritrovamenti risalgano a quel periodo.
Con il successivo ritrovamento di reperti militari, alcuni oggetti precedentemente rinvenuti e di cui era stato impossibile determinarne utilizzo e provenienza, possiamo verosibilmente attribuirli al passaggio o all’accampamento di truppe avvenuto in quei terreni.
1. Palle di piombo
I moschetti ad avancarica
I moschetti ad avancarica rappresentano un capitolo fondamentale nella storia delle armi da fuoco, evolvendosi dal XVI al XIX secolo come strumenti bellici e di caccia.
Moschetto da fanteria francese modello 1777
Il proiettile Shrapnel
Lo shrapnel è un tipo di proiettile per artiglieria, il cui nome deriva dall’inventore che lo mise a punto nel 1784, il tenente britannico Henry Shrapnel.
Il proiettile Shrapnel per la precisione non è l’ordigno, bensì una piccola pallottola situata al suo interno.
L’invenzione di Shrapnel consisteva in un colpo di cannone cavo ripieno di esplosivo e di piccoli pallini, che al momento dell’esplosione sarebbero stati scagliati tutt’intorno al luogo dell’esplosione: ebbe subito un grande successo e quasi tutti gli eserciti la adottarono durante la prima guerra mondiale.
I reperti
I reperti sono di varie misure e pesi, alcuni sono perfettamente sferici, altri presentano buchi e creste, altri ancora hanno probabilmente subito un impatto.
Non abbiamo notizie sull’eventuale utilizzo di proiettili Shrapnel nel nostro territorio.
Le armi ad avancarica furono però usate dalle truppe della Lega di Cambrai ad inizio del XVI secolo ed anche le milizie veneziane presenti a Barcon fin dal XVI secolo e gli eserciti austriaci e francesi nel XIX secolo utilizzarono i moschetti: perciò non possiamo sapere a chi potessero appartenere i reperti ritrovati e quindi risulta difficile anche datarli.
I settori di ritrovamento
2. Il fucile Càrcano Mod. 91
Il Fucile Càrcano Modello 1891 (spesso abbreviato come “Mod. 91” o “91“), noto anche come Fucile Parravicino-Càrcano, è uno dei fucili militari più iconici della storia italiana.
Progettato alla fine del XIX secolo, è stato l’arma d’ordinanza del Regio Esercito italiano per oltre mezzo secolo, partecipando a conflitti cruciali come le guerre Italo-Turche e le due guerre mondiali.
Cartuccia 6,5 × 52 mm Mannlicher-Carcano
La cartuccia 6,5 × 52 mm Mannlicher-Carcano (nota anche come 6,5 × 52 mm Carcano o semplicemente 6,5 Carcano) è una munizione militare italiana a bossolo senza flangia (rimless) e collo di bottiglia, sviluppata tra il 1889 e il 1891.
Fu la cartuccia per arma lunga di progettazione italiana. Divenne la cartuccia standard delle forze armate italiane venendo usata in entrambi i conflitti mondiali ed anche successivamente, fino alla dismissione delle armi progettate per utilizzarla, utilizzata principalmente nei fucili e moschetti Carcano Mod. 91 e derivati.
Armi in calibro 6,5 Mannlicher-Carcano
La cartuccia con proiettile di forma cilindrico-ogivale, venne messa a punto nel 1890 per essere camerata negli allora nuovissimi fucili Mod. 91, nonché sulle prime mitragliatrici moderne tipo Maxim, adottate alla vigilia del conflitto italo turco dal Regio Esercito italiano.
Successivamente, essendo ormai la cartuccia standard in dotazione, fu impiegata nella mitragliatrice Fiat-Revelli Mod. 1914 e nel fucile mitragliatore Breda Mod. 30, oltre ad equipaggiare un certo numero di interessanti prototipi di fucili e moschetti semiautomatici ed automatici sperimentati prima della Seconda Guerra Mondiale, tra i quali spiccano l’Armaguerra Mod. 39, lo Scotti Mod. X e il Breda Mod. 1935 PG.
Nei primi anni della sua adozione fu impiegata anche sull’avveniristico (per i tempi) fucile automatico sperimentale Cei-Rigotti.
I reperti
I reperti che stiamo trovando dovrebbero essere appartenuti alle truppe del Regio Esercito che nel biennio 1917-1918 sostarono nelle nostre campagne.
Negli ultimi anni della prima guerra mondiale Barcon fu teatro della costituzione del 254° reggimento di fanteria della Brigata Porto Maurizio e la Brigata meccanizzata Sassari fece tappa nei nostri terreni durante la marcia di trasferimento che dalla zona di Cittadella l’avrebbe portata verso il fronte nella zona di Maserada sul Piave.
I settori di ritrovamento
3. La Cartuccia 9×19 mm Glisenti
La 9×19 mm Glisenti (nota anche come 9 mm Glisenti o 9 mm M1910) è una munizione per pistola sviluppata in Italia all’inizio del XX secolo, strettamente legata alla Pistola Automatica Modello 1910 (progettata da Bethel-Abiel Revelli per la Glisenti).
La 9×19 mm Glisenti rappresenta un tentativo italiano di modernizzazione armiera tra il 1900 e il 1915, limitato da scelte tecniche conservative è un tipo di un calibro che fa da ponte tra i revolver ottocenteschi e le pistole moderne.
I reperti
È molto probabile che anche questi reperti siano appartenuti alle truppe del Regio Esercito che fecero tappa nei nostri terreni durante la prima guerra mondiale.
I settori di ritrovamento
4. Il fucile Steyr-Mannlicher M1895
Il fucile Steyr-Mannlicher M1895 è stato l’arma d’ordinanza standard dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e rimase in servizio in vari paesi fino alla seconda.
Fu prodotto in circa 3-3,5 milioni di esemplari tra il 1895 e il 1918 principalmente a Steyr (Austria) e a Budapest. Rimase in servizio (anche in versioni convertite al calibro 8×56mm R) in Austria, Ungheria, Bulgaria, Jugoslavia e persino in reparti italiani del dopoguerra come preda bellica.
Cartuccia calibro 8×50 R
La cartuccia calibro 8mm ex-ordinanza austriaca (nota anche con altre numerose denominazioni) è stata la munizione d’ordinanza delle FF.AA. austriache a partire dal 1888.
Nata nel 1886, due anni più tardi divenne la munizione d’ordinanza e venne camerata per il fucile Mannlicher modello 1888.
I reperti
Non ci risulta che durante la prima guerra mondiale l’esercito austro-ungarico fosse transitato per le nostre campagne. È probabile che i reperti ritrovati fossero appartenuti alle truppe italiane che li avevano sottratti ai soldati dell’esercito imperiale.
I settori di ritrovamento
5. Il Fucile Lebel mod. 1886
Il Lebel modèle 1886, conosciuto anche come Fusil Mle 1886 M93 a seguito di alcune modifiche apportate nel 1893, è stato un fucile a otturatore girevole-scorrevole per la fanteria in calibro 8 × 50 mm R Lebel, entrato in servizio nel 1887 in sostituzione del Gras Mle 1874.
Il fucile Lebel ha avuto la particolarità di essere stata la prima arma d’ordinanza ad utilizzare la polvere infume al posto della polvere nera fino ad allora usata per preparare le munizioni, oltre ad essere stata una delle prime armi ad utilizzare cartucce metalliche e non di carta.
Cartuccia 8 × 50 mm R Lebel
La 8 × 50 mm R Lebel o 8 mm Lebel è stata la prima cartuccia a polvere infume mai adottata dalle forze armate di un paese.
Fu realizzata in Francia nel 1886 per strozzatura della cartuccia a polvere nera 11 mm Gras e rappresentò una rivoluzione nella tecnologia armiera. Fu anche la prima munizione a presentare una pallottola SPITZER e “boat tail”, con la versione Balle D.
Esistono due cartucce chiamate 8 mm Lebel, una per il fucile Lebel Modèle 1886 e una per il revolver St. Etienne 1892, la 8 × 27 mm. Si tratta di cartucce completamente diverse e non intercambiabili.
I reperti
Dopo la disfatta di Caporetto, per sopperire alla carenza di armi lunghe del Regio Esercito italiano, gli alleati francesi fornirono all’Italia quantitativi di armi, tra cui i fucili Lebel.
I fucili Lebel 1886 furono utilizzati dall’Italia principalmente come unità di seconda linea, truppe territoriali, milizie ferroviarie o per compiti di guardia: in prima linea prevaleva il Carcano Mod. 91.
I settori di ritrovamento
6. Bossoli
Nel corso delle nostre ricerche abbiamo ritrovato numerosi bossoli di cui finora non siano riusciti a determinare a quale tipo di cartuccia appartenessero.
Senza avere la certezza della cartuccia non possiamo determinare neanche l’arma che li utilizzava e quindi l’esercito; la maggior parte potremmo farli risalire verosimilmente alla prima guerra mondiale, periodo in cui nelle nostre campagne ci furono le maggiori movimentazioni militari.
I settori di ritrovamento
7. Proiettili
Analogalmente ai bossoli, anche alcuni di proiettili ritrovati non siamo riusciti finora a risalire alla tipologia di cartuccia e quindi di arma a cui appartengono.
I settori di ritrovamento
8. Artiglieria
Nei terreni esplorati abbiamo trovato decine di frammenti più o meno grandi che rimandano ad armi di grosso calibro: durante la prima guerra mondiale furono effettuate delle esercitazioni, probabilmente anche con le artiglierie.
Corona di forzamento
La corona di forzamento è un componente del proiettile di artiglieria, costituita da una fascia di metallo dolce, tipicamente rame o piombo, posta intorno al corpo bomba con lo scopo di garantire la stabilizzazione giroscopica e l’ermeticità del proiettile nel momento dello sparo.
Dopo l’uso, i soldati recuperavano spesso i frammenti di questi anelli metallici e li trasformavano in piccoli oggetti di uso (tagliadarte, portachiavi, ecc.) o in oggetti decorativi (trench art).
Il reperto
Il reperto è stato ritrovato nella zona degli accampamenti militari della prima guerra mondiale.
Diversi reggimenti di fanteria italiani e stranieri soggiornarono in quella zona ma non abbiamo notizie sulla presenza di reparti di artiglieria che possano aver utilizzato i nostri terreni per delle esercitazioni.
È più probabile che il pezzo di corona di forzamento fosse appartenuto a qualche fante che lo voleva trasformare in qualche oggetto di trench art.
Esempio di riferimento
I settori di ritrovamento
9. Distintivi
Il reperto
Il 12 ottobre 2018 la Brigata meccanizzata Sassari fece tappa nella zona di Barcon durante la marcia che la portò il 28 ottobre a raggiungere il fronte del Piave ed un mitraliere del 151° reggimento smarrì il proprio fregio.
Questa tipologia di fregi furono utilizzati dai reparti di fanteria e venivano appesi agli elmetti Adrian o ai berretti attraverso delle lamelle che dovevano trovarsi sul retro ma che non sono più presenti nel reperto.
Esempio di riferimento
Il reperto
Lo scudetto da braccio (omerale) è un distintivo posto sulla manica sinistra della divisa ed identifica unità, scuole o specializzazioni del Regio Esercito italiano.
Il piccolo frammento ritrovato non permette l’identificazione del reparto a cui apparteneva.
Esempio di riferimento
I settori di ritrovamento
10. Maschera antigas
La maschera antigas S.B.R. (Small Box Respirator) venne utilizzata dalle forze britanniche e imperiali sul fronte occidentale tra la fine del 1916 e l’inizio del 1917.
Nel 1918 fu assegnata anche al Regio Esercito italiano.
Il reperto
Il reperto che abbiamo trovato è un frammento della fibbia che serviva a regolare la lunghezza della cinghia della maschera antigas S.B.R.
Il frammento è stato ritrovato in un’area dove sono stati rinvenuti altri oggetti, appartenuti sia all’esercito britannico che al Regio Esercito italiano per cui non è possibile stabilire a quale dei due reparti fosse appartenuto ma si tratta comunque di un oggetto risalente alla prima guerra mondiale.
Il capitano Christopher Patrick John O’Kelly
Esempio di riferimento
I settori di ritrovamento

