Fucile Càrcano Mod. 91

Il fucile Càrcano Mod. 91

Il Fucile Càrcano Modello 1891 (spesso abbreviato come “Mod. 91” o “91“), noto anche come Fucile Parravicino-Càrcano, è uno dei fucili militari più iconici della storia italiana.

Progettato alla fine del XIX secolo, è stato l’arma d’ordinanza del Regio Esercito italiano per oltre mezzo secolo, partecipando a conflitti cruciali come le Guerre Italo-Turche, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Il suo design innovativo per l’epoca, combinato con una produzione di massa, lo rese un simbolo dell’esercito italiano, ma anche oggetto di controversie storiche.




Origini e Sviluppo (Fine XIX Secolo)

Alla fine degli anni 1880, il Regio Esercito italiano sentiva la necessità di sostituire il fucile Vetterli-Vitali Mod. 1870/87, un fucile a caricatore limitato e calibro obsoleto (10,35×47 mmR).

L’invenzione della polvere infume da parte di Paul Vieille nel 1884 permise calibri più piccoli e veloci, ispirando le fabbriche nazionali per la creazione di un nuovo fucile in calibro 6,5×52 mm Mannlicher-Càrcano.

Il progetto vincente fu presentato da Salvatore Càrcano, capotecnico dell’Arsenale di Torino, in collaborazione con il maggiore Giacomo Parravicino (supervisore militare) e influenzato dal sistema di caricamento en-bloc di Ferdinand Mannlicher (dal Gewehr 1888 tedesco) e dall’azione Mauser semplificata.

Il 29 marzo 1892, il Fucile Modello 1891 fu ufficialmente adottato come arma standard della fanteria, con produzione affidata agli arsenali statali di Torino, Terni, Roma e Torre Annunziata.

Utilizzo nelle Guerre (1900-1945)

Il Mod. 91 entrò in azione in Libia nella guerra italo-turca (1911-1912), dimostrando efficacia nel deserto e fu protagonista della prima guerra mondiale (1915-1918), armando oltre 3 milioni di soldati italiani sul fronte alpino contro l’Austria-Ungheria.

La produzione raggiunse picchi di 1.000 pezzi al giorno negli arsenali, con modifiche come il “tromboncino” (lanciagranate) nel 1918.

Nella seconda guerra mondiale (1940-1945), il Mod. 91 era ancora l’arma principale, nonostante l’introduzione di versioni aggiornate: fu usato in Africa, Grecia, Russia.

La sua produzione totale superò i 5 milioni di unità, inclusi modelli per export.

Variante Principale Anno Adozione Lunghezza Canna Peso Utilizzo Principale
Fucile Fanteria Mod. 1891 1892 780 mm 3,8 kg Fanteria standard
Moschetto Cavalleria 1893 451 mm 3,16 kg Unità a cavallo
Moschetto TS 1897 472 mm 3 kg Bersaglieri/Alpini
Mod. 91/38 1939 460 mm 3,4 kg Seconda Guerra Mondiale

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Contesto storico

Durante l’indagine sui terreni occidentali, il rinvenimento di numerosi reperti relativi alle munizioni (frammenti di bossoli e ogive) utilizzati dal Carcàno mod. 91 potrebbe indicare l’area in cui si erano insediate le truppe del Regio Esercito nel corso della Grande Guerra.

Durante la seconda guerra mondiale nelle campagne orientali erano state edificate le “baracche” del distaccamento della Marina Repubblicana ed è documentato uno scontro a fuoco tra i marinai ed i partigiani: è probabile che i ritrovamenti risalgano a quel periodo.