Il fucile Steyr-Mannlicher M1895
Il fucile Steyr-Mannlicher M1895 è stato l’arma d’ordinanza standard dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e rimase in servizio in vari paesi fino alla seconda.
Fu prodotto in circa 3-3,5 milioni di esemplari tra il 1895 e il 1918 principalmente a Steyr (Austria) e a Budapest. Rimase in servizio (anche in versioni convertite al calibro 8×56mm R) in Austria, Ungheria, Bulgaria, Jugoslavia e persino in reparti italiani del dopoguerra come preda bellica.
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Cartuccia calibro 8×50 R
La cartuccia calibro 8mm ex-ordinanza austriaca (nota anche con svariate denominazioni) è stata la munizione d’ordinanza delle FF.AA. austriache a partire dal 1888.
Nata nel 1886, due anni più tardi divenne la munizione d’ordinanza e venne camerata per il fucile Mannlicher modello 1888.
Il caricamento originale era basato su una palla da 244grs. (15,8 GRAMMI) spinta a circa 530m/s da 52grs. di polvere nera. L’arma che la impiegava aveva un otturatore solo scorrevole (straight-pull) che in posizione di chiusura veniva bloccato da un chiavistello oscillante, imperniato sulla faccia inferiore dell’otturatore, che andava ad impegnare uno specifico risalto posto nell’azione.
Nel 1890 il bossolo venne portato a 52mm di lunghezza, ma nel 1893, in seguito all’adozione di un nuovo propellente, venne riportato ai 50mm originali e la velocità alla bocca passò dai 530m/s della polvere nera ai 620m/s, sempre a parità di lunghezza di canna.
Nel 1895 venne introdotto il fucile Mannlicher modello 1895, sempre basato su un otturatore solo scorrevole ma con una testina rotante con due alette di chiusura. Questa modifica consentì di impiegare in maniera efficace cartucce con carica di lancio basata su nitrocellulosa.
I fucili M-88 e M-95 avevano una canna da 770mm di lunghezza. Del fucile M-95 esistevano anche due versioni corte (canna da 495mm) destinate alla Cavalleria (Repetierkarabiner), all’Artiglieria e al Genio (Repetierstutzen).
La variante per Artiglieria e Genio si distingueva da quella destinata alla Cavalleria per la presenza di :
- attacco della baionetta
- gancio per la formazione del fascio d’armi
- doppia maglietta portacinghia
Secondo alcune fonti bibliografiche, fondamentalmente extraeuropee, i fucili M-88 e M-95 sono armi strutturalmente molto deboli, del tutto incapaci di sopportare alte pressioni di esecizio.
Viceversa, altre fonti bibliografiche, essenzialmente europee, affermano che queste armi possono sopportare tranquillamente munizioni capaci di sviluppare oltre 300 Kgm senza nessun problema.
Quale che sia la verità, dopo la prima guerra mondiale l’8x50mm R cadde lentamente (ma inesorabilmente) in disuso, fino a diventare una cartuccia pressochè dimenticata.
Nonostante ciò, capita talvolta di vederla nelle restralliere delle armerie più fornite o in qualche Sezione del TSN, nelle mani dei collezionisti più accaniti.
Principali dati dimensionali
- Diametro massimo del proiettile = 8,20mm (.323″)
- Lunghezza massima della cartuccia assemblata (O.A.L.) = 75,29mm
- Lunghezza massima del bossolo = 50,38mm, ma in sede di ricarica casalinga i bossoli vengono tagliati e rifilati a 50mm esatti
- Lunghezza del bossolo SOPRA la spalla (tipica) = 45,20mm
- Lunghezza del bossolo SOTTO la spalla (tipica) = 38,80mm
- Diametro del colletto = 8,87mm, ma c’è una lieve rastrematura che fa passare il diametro da 8,87 a 8,95mm
- Diametro alla base della spalla = 11,96mm
- Diametro alla base del corpo = 12,44mm
- Diametro del fondello = 14,05mm
- Tipologia degli inneschi = Large Rifle Standard
- Passo di rigatura (commerciale) tipico = 1 giro in 10″ per canne da 770mm con palle da 220grs. di peso. Nella versione con canna da 495mm, il passo è di 1 giro in 8″
Fonte: GruRiFraSca
Contesto storico
Durante l’indagine sui terreni occidentali, sono stati rinvenuti alcuni frammenti di bossolo 8 x 50 mm R Mannlicher.
Non siamo riusciti a stabilire perché questi bossoli austriaci si trovavano in quella determinata zona di Barcon, non abbiamo ancora una documentazione che riporti il passaggio delle truppe imperiali austro-ungariche durante la prima guerra mondiale.
Però, durante la notte del 2 giugno 1918, tutta la zona fu interessata da un attacco con bombardamenti, cannonate e aeroplani che volarono fino alle tre del mattino, bombe di piccolo calibro caddero su Barcon, Fanzolo, Castelfranco e sul campo d’aviazione di Castello di Godego.
Potrebbe però trattarsi delle cartucce che i soldati italiani sottrassero agli imperiali come preda bellica.
